CULTURA DEL BERE

1) Creare Albo professionale del barista italiano.

Chiunque addetto alla mescita deve fare un corso Professionale per conoscere i parametri dei dosaggi e come comportarsi con la Clientela. Si rilascia Tessera valida per 5 anni. Poi solo Mini corso di aggiornamento per rinnovo Tessera.

2) Dare direttive di legge sui dosaggi nella mescita di liquori e distillati.

Le ricette di cocktail che siano quelle codificate dall’IBA International Bartender Association e dell’American Bartending per non avere più un Cuba Libre pieno di rum con poca coca cola.

3) Controlli da parte di esperti del settore che segnaleranno i dosaggi eccessivi.

4) La pena per coloro trovati in fragrante è rivolta ai baristi (titolari o no dell’esercizio pubblico) che avranno un’ammenda pecuniaria e se recidivi la cancellazione dall’albo per alcuni mesi. Il barista perderebbe lo stipendio e il titolare rimarrebbe senza barista. (Proposta da approfondire).

 

Tutto ciò porterebbe alla cultura del bere: saper gustare ciò che si beve.

Gli esercizi pubblici ci guadagnerebbero vista la riduzione nelle mescite di alcol mantenendo lo stesso prezzo. La diminuzione drastica del taroccamento nelle bottiglie con alcol a basso prezzo per darne di più.

Succede e anche spesso.

Sicuramente ci vorrà del tempo per infondere la cultura del bere, ma se mai si inizia…

Questa è una proposta che andrebbe approfondita con esperti del settore, tra i quali mi colloco vista la mia conoscenza e esperienza.

Sergio Albani

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