“I GRANDI BIANCHI DELL’ALTO ADIGE”: FOCUS SU PINOT BIANCO, SAUVIGNON E GEWÜRZTRAMINER

Sono tre vitigni che ben rappresentano il territorio altoatesino, culla di vini bianchi che spiccano per eleganza, finezza e personalità. Nei giorni scorsi, a Bologna e Roma, un banco di assaggio con 45 etichette in degustazione ha permesso a un pubblico professionale di conoscere da vicino queste tre perle enologiche del Nord Italia

(Bolzano, 8 ottobre) Due giornate, oltre 600 visitatori e centinaia di bottiglie stappate. È questo il bilancio delle ultime tappe de “I grandi bianchi dell’Alto Adige”, il banco di assaggio itinerante organizzato dal Consorzio Vini Alto Adige che ha fatto sosta a Bologna il 5 ottobre e a Roma il 6 ottobre.

Pinot Bianco, Sauvignon Blanc e Gewürztraminer sono stati i protagonisti indiscussi di questi due appuntamenti dedicati alla produzione vitivinicola di un territorio affascinante, incastonato ai piedi delle Alpi italiane e caratterizzato da un’ampia varietà di microclimi e di terreni, al quale è riconosciuta la capacità di dar vita a vini bianchi di particolare pregio. Nel banco di assaggio allestito nelle due città, presso l’Hotel AC Bologna by Marriott e l’A.Roma Lifestyle Hotel, sono state presentate 45 etichette, servite con maestria dai sommelier della Associazione Italiana Sommelier, partner dell’appuntamento.

“Crediamo che per far conoscere e apprezzare le caratteristiche della produzione vitivinicola del nostro territorio, la scelta migliore sia quella di lasciare la parola ai vini” ha commentato il Direttore Marketing del Consorzio Vini Alto Adige, Werner Waldboth. “Con il nostro evento itinerante ci poniamo l’obiettivo di presentare le migliori espressioni di un connubio indissolubile: da un lato le qualità tipiche dei tre vitigni unite alle caratteristiche del terreno in cui affondano le proprie radici, dall’altro la grande variabilità di microclimi cui sono esposti i vigneti e il sapiente lavoro dell’uomo” ha concluso.

A rappresentare le oltre 150 cantine associate al Consorzio in occasione dei due appuntamenti sono intervenuti Karl Gumpold di Castel Sallegg, Doris Schmiedhofer di Colterenzio e Ines Giovanett di Castelfeder, che hanno illustrato i tratti identificativi dei tre vitigni protagonisti. Tra questi, la capacità di dar vita a vini fini ed eleganti, che solitamente vengono consumati entro pochi anni dalla immissione sul mercato ma che possiedono un importante potenziale evolutivo solo parzialmente esplorato. È stato proprio questo il tema chiave del banco di assaggio riservato alla stampa,

che ha offerto ai giornalisti la possibilità di degustare quindici etichette in due annate diverse. Una opportunità ideale per scoprire quali sorprese possono riservare Pinot Bianco, Sauvignon e Gewürztraminer quando i vini che ne derivano vengono lasciati a riposare in condizioni ottimali per qualche anno in bottiglia.

“Siamo molto felici di aver potuto collaborare con il Consorzio Vini Alto Adige per la buona riuscita di questo evento” ha commentato Annalisa Barison, Presidente di Ais Emilia. “È opinione diffusa che i vini bianchi siano da consumare freschi e in gioventù, mentre solo i rossi siano predisposti a subire un affinamento. L’appuntamento ha dato modo di smentire questa credenza: nel banco di assaggio riservato alla stampa, i nostri sommelier hanno potuto servire la stessa tipologia di vino bianco dello stesso produttore di annate diverse, spiegando le differenze e sfumature che si potevano cogliere e raccogliendo la soddisfazione dei visitatori nello scoprire l’evoluzione che questi vini hanno subito nel tempo. All’uscita dalla manifestazione la parola più ricorrente è stata ‘scoperta’. Scoperta di un vino, di una annata, di una cantina, ma anche la scoperta e nuova consapevolezza che i vini bianchi dell’Alto Adige possono evolvere per qualche anno in bottiglia felicemente”.

“Il vino bianco tradizionalmente è vissuto come consumo immediato. Non sempre però è necessariamente così. In presenza di alcune condizioni – ad esempio la provenienza da territori che godono di un clima favorevole con forti escursioni termiche, con vigne posizionate anche in altura e un sottosuolo ricco – vale la pena saper aspettare per apprezzare le potenzialità che un vino bianco sa esprimere nel tempo” ha commentato Angelica Mosetti, Presidente di Ais Lazio. “L’evento di oggi, con il quale siamo lieti di aver collaborato, ci ha offerto la possibilità di degustare etichette di Pinot Bianco, Sauvignon Blanc e Gewürztraminer del 2010, 2006 e ancora indietro fino al 2003 e di toccare con il naso e con il palato queste potenzialità” ha concluso.

Il Pinot Bianco è caratterizzato da un elegante profumo di mela e da una acidità spiccata. Viene coltivato prevalentemente in vigneti di media altitudine, tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare, che si snodano su tutto il territorio altoatesino, con l’eccezione della Valle d’Isarco. Il Sauvignon Blanc trova invece collocazione preferenziale sulle colline che si affacciano sulla Valle dell’Adige, da Merano a Salorno. Questo antico vitigno, introdotto dalla Francia alla fine dell’800, in Alto Adige dà origine a vini dal delicato sentore di ortica, sambuco, uva spina e agrumi.

Il Gewürztraminer, che trae il suo nome dal paese di Termeno, grazie al suo bouquet vastissimo, con note di petali di rosa, garofani, lici e frutti tropicali, è considerato il vino aromatico per eccellenza. La sua zona di produzione preferenziale è la Bassa Atesina, ma trova spazio anche in altre aree dell’Alto Adige su terreni argillosi e calcarei.

Contatti stampa

Alice Camellini

E. alice.camellini@fruitecom.it

Per ulteriori informazioni: www.vinialtoadige.com

Vini AltoAdige_Roma_6 ottobre 2015

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