Dal Blog Dire Fare Mangiare di Gambero Rosso abbiamo estratto questo singolare modo di presentare piccole ‘stuzziccherie’ prima del pranzo o cena al Ristorante Le Colonne (nel Casertano).

Potrebbe essere un’idea anche per presentare vini del proprio territorio in abbinamento a specifici piatti.

Signori, il territorio è servito

Il locale elegante, la tavola apparecchiata con cura: calici, posate importanti, bel tovagliato e un piccolo supporto per Mp3 con le cuffiette.
È il benvenuto che Rosanna Marziale dà agli ospiti del suo ristorante Le Colonne , un insolito amuse-bouche che diverte anche la mente e fa riflettere su quanto e come il cibo può diventare simbolo e racconto di un territorio.

Ci si siede, e arriva in tavola l’”Aperitivo Casertano”.
Un piatto bianco con diversi elementi, cibi e non solo…
Poi si fa partire la registrazione. Una voce un po’ teatrale – è il piatto stesso che parla, in prima persona – invita ad “interagire” con il suo contenuto, guidando in un percorso sensoriale che coinvolge il gusto, il tatto, l’olfatto ma soprattutto l’immaginazione.
Un bicchierino d’acqua: è quella che sgorga dalle sorgenti del Fizzo, che nascono dalle faggete del monte Taburno. Il Vanvitelli, per portare nei magnifici giardini della Reggia di Caserta quest’acqua purissima progettò un imponente acquedotto che si snoda per quasi 40 km e si incontra dirigendosi verso il Beneventano.
Una pietra lavica, nera e levigata, da sfregare tra le mani: è la roccia vulcanica ricca di minerali a cui si deve la grande fertilità della terra campana.
Una foglia di cicoria selvatica da assaggiare così, cruda: verde brillante, leggermente amarognola, grazie al potassio dei vulcani appunto.
Un bocconcino di carne di bufalo, tenerissima e saporita, che porta alla mente le grandi bestie placidamente immerse nelle pozze d’acqua degli allevamenti della zona.
Una fettina di mela annurca, piccola ma saporita.
E poi c’è il mare, che è vicinissimo: un’”alice ammollicata” (condita con origano e mollica di pane) da accostare a un crostino di pane “cafone” e a un cucchiaino di cicerchie passate.
Per concludere, un sorso di Falerno, antichissimo vino a base di uve autoctone. Senza dimenticare gli altri prodotti del territorio, ricordati dalla voce: le castagne di Roccamonfina, l’olio d’oliva di Carinola, i pomodori…

Ora potete levare le cuffie, e proseguire il pranzo a vostro piacere tra le proposte di Rosanna, una delle migliori interpreti di questo territorio.

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