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Le DOP, patrimonio della tradizione italiana

Il sistema europeo delle denominazioni d’origine protetta è nato il primo giugno 1951 con la sottoscrizione della Convenzione di Stresa. Assolatte fu grande sostenitrice di questo accordo internazionale, che portò pochi anni dopo, nel 1954, all’emanazione della prima legge italiana di tutela dei formaggi a denominazione d’origine.

Fu l’industria italiana, quindi, in anni in cui ben pochi mostravano sensibilità per questi temi, a mettere in cassaforte i prodotti della grande tradizione casearia.

Oltre a volere la nascita dei formaggi DOP, Assolatte fu artefice della costituzione dei principali Consorzi di tutela, ospitandone molti per anni presso la propria sede.

È evidente che senza l’industria buona parte di queste grandi tradizioni, legate alla cultura del territorio, sarebbero andate perse. Ed è altrettanto evidente che senza l’industria non avrebbero conosciuto la fama internazionale che stanno incontrando i nostri grandi formaggi, come il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, nati quasi mille anni fa nella Pianura Padana. O come il Gorgonzola e il Taleggio, che ancora oggi viene stagionato nelle omonime valli lombarde. Senza parlare del Provolone, il formaggio nato in Campania moltissimi anni fa ed emigrato in Lombardia e in Veneto per raggiungere le aree con maggior disponibilità di latte. Per arrivare poi ai Pecorini, già noti al tempo degli antichi Romani e che venivano utilizzati come provvigione alimentare per gli eserciti, o alla Mozzarella di bufala campana che è diventata uno dei prodotti-simbolo del Made in Italy.

Ma la tradizione industriale italiana non si ferma ai prodotti DOP, perché anche la maggior parte degli altri formaggi di larghissimo consumo (come mozzarella, crescenza, caciotte) affondano le proprie radici nella tecnologia tradizionale italiana. L’industria non ha fatto altro che perfezionare il saper fare artigiano tipico del nostro paese, raggiungendo la massa critica, e farlo conoscere in tutto il mondo.

La capacità industriale di innovare si è fatta sentire anche nei prodotti più tradizionali, arricchendoli di contenuti di servizio sempre più apprezzati dai consumatori.

 

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