Piemonte ed i vini del ghiaccio

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Di Attilio Scotti

Pubblichiamo di seguito un estratto del servizio monografico sugli Icewine o Eiswein, anche definiti"vini del ghiaccio", pubblicato sul prossimo numero Degusta.

"Dedico ai vini del ghiaccio piemontesi questo speciale servizio, vini estremi ma immensi, perché a Chiomonte in Valle di Susa si sta verificando un miracolo e i suoi vini del ghiaccio sono tra i migliori al mondo".

LA VOLPE E L’UVAIncipit
E’ difficile la protezione delle uve ed il raccolto a mano delle uve ghiacciate. Per la protezione dai “furti” da parte di uccelli  ed animali notturni (corvi, volpi, tassi, cinghiali, ecc) ghiotti di questi dolcissimi acini, i filari vengono protetti da reti a maglie strette fissate ai ceppi o sospese sopra il vigneto. Ed ancora, per proteggere i grappoli da incursioni di animali di grossa taglia, alcuni produttori posizionano fili elettrici intorno al vigneto. Un produttore di vivi del ghiaccio sulle pendici dell’Etna (Sicilia), ha addirittura avvolto i grappoli in sacchetti di tela leggera. Ma la furbizia della volpe, ha colpito ancora. Non riuscendo a raggiungere i grappoli avvolti nella tela, si è alzata sulle gambe posteriori e con le anteriori, raggiunto il sacchetto, ha spremuto il contenuto e bevuto questo nettare. Vino del ghiaccio: è figlio del Volto invernale dell’Acqua: Acqua e Vino in un binomio di eccellenza, per un prodotto raro, vinificato in condizioni estreme dove si gioca in un ambiente rarefatto e quasi surreale tutta una partita colma di intelligenza, sia dell’Uomo, della Natura, degli animali. Ho vissuto un giorno in questi scenari, bellissimi, diversi, tra rifoli di venti freddi e colori sfumati, ho portato con me il ricordo. E il ricordo sazia più della realtà e possiede una certezza che nessuna realtà possiede: un fatto che nella vita sia ricordato è già entrato nell’eternità e non ha più nessun interesse temporale. Vini del ghiaccio, da vedere e da provare: unici.

Chiomonte, Piemonte, Alta Valle Susa dicembre 2011
E’ strano passare nei luoghi dove per mesi sindaci e cittadini hanno bloccato i lavori per la Tav. Scontri, assemblee, cortei contro la nuova linea ferroviaria veloce che forerebbe queste montagne. Adesso queste plaghe sono ritornate, per i giorni di festa, quiete e silenti: forse la consapevolezza di una resa, sperando che la stessa non sia incondizionata ma alleggerita da consapevoli studi e impatti meno brucianti. “Ricorda Uomo che se ferisci la Natura, la stessa, anche dopo cent’anni si vendica”: questo mi ripete il vice sindaco di Chiomonte mentre scarpiniamo sulla neve gelata che ricopre terrazzamenti vitati.

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