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Laurent‑Perrier cresce grazie alle sue cuvée premium nel core di gamma

Laurent‑Perrier sta riuscendo dove molte Maison di Champagne faticano: incrementare il peso delle cuvée premium all’interno del proprio mix di vendita.

Le sei etichette chiave di fascia alta – tra cui Grand Siècle, Ultra Brut e le nuove creazioni presentate – rappresentano ormai il 41,9% del fatturato complessivo tra aprile 2024 e maggio 2025, una quota definita “impressionante” durante la degustazione organizzata al club 67 Pall Mall di Londra.

Questo risultato contribuisce a spiegare il balzo di Laurent‑Perrier al terzo posto nella classifica UMC (Union des Maisons de Champagne) per fatturato 2024, con 239,43 milioni di euro, dietro soltanto a LVMH e Vranken‑Pommery Monopole e davanti a nomi come Lanson BCC, Louis Roederer, Taittinger, Bollinger e Pernod Ricard.

Un mercato dominato dal Brut Non‑Vintage ma sempre più orientato al valore

Nel Regno Unito, il cuore del mercato champagne continua a essere dominato dai Brut Non‑Vintage bianchi, che coprono circa l’83% dei volumi nel 2024, pari a quattro bottiglie su cinque vendute nella categoria.

In questo contesto, tutte le Maison parlano di “improvement of the mix”, ovvero di spostare la domanda verso le cuvée più costose, per compensare i forti aumenti di costo su uve, energia, logistica e manodopera.

Se per alcuni produttori questo passaggio è ormai vitale per la sopravvivenza stessa del business, per Laurent‑Perrier rappresenta un’opportunità per consolidare la propria identità stilistica e differenziarsi rispetto ai concorrenti più focalizzati sui volumi di base.

Un nuovo team di cantina nel segno della continuità e dell’innovazione

Il recente successo delle cuvée premium è anche legato al lavoro del nuovo team di enologia, con l’oenologist Constance Delaire in prima linea nella comunicazione tecnica dei vini.

Alla guida della cantina di Tours‑sur‑Marne c’è il nuovo chef de cave Olivier Vigneron, che ha preso il testimone all’inizio del 2025 dopo aver lavorato per oltre vent’anni al fianco di Michel Fauconnet e, prima ancora, del leggendario Alain Terrier.

È stato proprio Terrier, in stretta collaborazione con lo storico proprietario Bernard de Nonancourt, a creare alcune delle cuvée più iconiche della Maison, gettando le basi di quella triade stilistica che oggi Delaire sintetizza in freschezza, purezza, eleganza.

Blanc de Blancs Brut Nature: lo Chardonnay senza dosaggio che punta sulla gessosità

Il Blanc de Blancs Brut Nature rappresenta la terza cuvée “zero dosage” di Laurent‑Perrier, un vino che si inserisce nel solco tracciato dall’Ultra Brut, il primo grande non‑dosé di una Maison storica, nato con la vendemmia 1981.

L’attuale versione è basata sulla vendemmia 2016, con un 60% di vini dell’annata e un 40% di vini di riserva provenienti interamente dall’iterazione precedente, quella impostata su base 2014.

Lo Chardonnay proviene in buona parte dal cru di casa Tours‑sur‑Marne e da Villers‑Marmery, noto per i suoi versanti sud‑est che danno un’interpretazione particolarmente intensa e quasi “pinote” del vitigno, a cui si affiancano i grands crus della Côte des Blancs come Avize, Cramant, Oiry e Chouilly.

Al palato il vino mostra una concentrazione di metà bocca, un grip deciso e quella spiccata gessosità che solo il lungo affinamento e il tempo sul tappo possono conferire a un non‑dosé, rendendo difficile riconoscerlo come tale in degustazione alla cieca.

Heritage: l’eredità del Grand Siècle in un assemblaggio di sole riserve

Heritage è la new entry nella gamma premium Laurent‑Perrier, definita dalla Maison come la “heritage of Grand Siècle savoir‑faire”, un omaggio in chiave contemporanea al grande multi‑millésime di casa.

Si tratta di una cuvée costruita esclusivamente con vini di riserva: 30% 2019, 30% 2018, 20% 2016 e 20% 2014, con la componente 2014 totalmente in Chardonnay e il 60% della parte 2016 anch’essa in Chardonnay.

L’assemblaggio finale vede un 55% di Chardonnay e un 45% di Pinot Noir, provenienti da circa 40 cru distribuiti trasversalmente nell’appellation, con Villers‑Marmery e Vertus a giocare un ruolo centrale nella struttura aromatica e gustativa.

In degustazione il vino appare rotondo, con un equilibrio ben dosato tra tensione acida e volume, e sviluppa progressivamente profondità e complessità nel bicchiere man mano che si ossigena.

Brut Millésimé 2015: un 50/50 di soli Grand Cru dal carattere speziato

Il Brut Millésimé 2015 segue il successo della vendemmia 2012, considerata da Delaire più marcatamente “Chardonnay‑driven”, mentre il 2015 presenta un profilo sensoriale più segnato dal Pinot Noir.

L’assemblaggio è perfettamente bilanciato: 50% Chardonnay e 50% Pinot Noir, tutti provenienti da nove grands crus selezionati, a testimonianza del posizionamento alto di questa etichetta nella piramide Laurent‑Perrier.

Per lo Chardonnay i cru coinvolti sono Chouilly, Oger, Cramant e Oiry, mentre il Pinot Noir proviene da Tours‑sur‑Marne, Aÿ, Tauxières, Verzenay e Ambonnay, territori noti per potenza, struttura e complessità aromatica.

In questa fase il Pinot Noir appare in primo piano, con note di frutta gialla matura e una speziatura accattivante, mentre Delaire sottolinea come il potente Pinot di Aÿ sia escluso dal Grand Siècle, dove si ricerca un profilo più fine che opulento.

Cuvée Rosé: il simbolo di una Maison che crede nella macerazione del Pinot Noir

La degustazione si chiude con la Cuvée Rosé, probabilmente la cuvée più celebre di Laurent‑Perrier, nata da un’intuizione di Bernard de Nonancourt e della sua squadra tecnica.

A differenza di molti rosé di Champagne ottenuti assemblando vino rosso con base bianca, la Cuvée Rosé è prodotta per macerazione di sole uve Pinot Noir, scelta che conferisce maggiore intensità cromatica e complessità aromatica.

L’ultima versione degustata è basata per l’85% sull’annata 2019 e richiede, secondo la filosofia di cantina, almeno cinque anni di affinamento prima di essere rilasciata sul mercato per garantire piena espressività.

Il bouquet mostra un vero “cesto di frutti rossi” con sentori di lampone, ribes rosso, fragola e ciliegia nera, accompagnati da un finale sapido e salivante che ne esalta la versatilità a tavola.

Posizionamento commerciale e prezzo: le cuvée premium entrano nel carrello della GDO

Un altro elemento strategico del successo di Laurent‑Perrier è la capacità di collocare le cuvée premium non solo nel canale on‑trade e nelle enoteche specializzate, ma anche presso importanti insegne della GDO britannica.

La Cuvée Rosé è proposta da Sainsbury’s a 82 sterline, con un prezzo promozionale di 61,50 sterline nel caso di acquisto di sei bottiglie, posizionandosi come scelta iconica ma ancora accessibile per un pubblico evoluto.

Il Brut Millésimé 2015 si trova da Waitrose a 80 sterline, Heritage è disponibile presso Laithwaites a 75,99 sterline, mentre il Blanc de Blancs Brut Nature è proposto da Majestic a 90 sterline, con prezzo “Mix Six” di 80 sterline.

Questa politica di distribuzione e pricing dimostra la volontà della Maison di allargare la base dei consumatori delle proprie cuvée di alta gamma, senza rinunciare al posizionamento premium.

Sintesi strategica e prospettive per Laurent‑Perrier

Il quadro che emerge dalla degustazione guidata da Constance Delaire è quello di una Maison che ha compreso in anticipo l’importanza di spostare il baricentro del proprio business verso le etichette a maggiore valore aggiunto, mantenendo però coerenza stilistica e riconoscibilità.

L’investimento su cuvée come Blanc de Blancs Brut Nature, Heritage, Brut Millésimé 2015 e Cuvée Rosé consolida un portafoglio capace di parlare sia agli appassionati più esigenti sia a un pubblico che si avvicina ai premium Champagne attraverso la distribuzione moderna.

Laurent‑Perrier appare oggi ben posizionata per affrontare un mercato in evoluzione, in cui saranno proprio le cuvée di alta gamma a fare la differenza in termini di immagine, margini e fedeltà dei consumatori.

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