DE CASONCELLO
Città murate e cibo dell’accoglienza
Venetian Works of Defense – Unesco World Heritage
Piatto della festa, della convivialità, offerto nelle occasioni importanti e nei momenti
di gioia, il casoncello è il più antico piatto identitario bergamasco. Più antico anche
delle opere di difesa veneziane, le mura patrimonio dell’Unesco.
I casoncelli sono simbolo dell’accoglienza fin dal 1386. I documenti narrano che il 13
maggio 1386 i soldati di Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano e conquistatore
della città di Bergamo, giunti nei pressi dell’attuale Porta San Giacomo vennero
accolti da più di duemila persone, uomini e donne danzanti e trepidanti, homines et
femine trepidantes et balantes e a tutti si offrirono casoncelli, recati su trecento
piatti da portata, tarlieros artibotulorum seu casonzelorum. Fu una grande festa per
accogliere i nuovi governatori con il cibo che “parlava del territorio”.
E, riporta Carlo Goldoni nel Settecento, lo stesso spirito di gioia legato al cibo si
palesò dentro e fuori le cinquecentesche Mura Venete, in occasione della teatrale e
carnascialesca festa di Cibele, la Dea che dà vita alla Natura e agli uomini.
Il cibo accoglie tutte le buone contaminazioni e si diffonde superando qualsiasi
muro.
Lo testimoniano anche le opere di difesa veneziane delle altre cinque città che,
come Bergamo, sono state inserite nella lista del patrimonio Mondiale dell’Umanità:
opere che non sono mai state offensive, bensì accoglienti.
Il cibo come accoglienza sarà il leitmotiv del De casoncello 2018.
La manifestazione si articolerà in diverse iniziative da venerdì 11 a domenica 13
maggio con incontri in alcune scuole i giorni precedenti.

http://www.bg.camcom.gov.it/calendario/De-Casoncello-Terza-edizione-Bergamo-11-13-maggio-2018-00001/