Bergamo é una ridente cittadina Lombarda che sappiamo nascere e svilupparsi alle pendici delle prealpi Orobie. É terra a ridosso di montagne, di valli e di fiumi che scendono rigogliosi durante tutto l’anno da nord a sud percorrendo tutta la sua provincia.
La città é piazzata proprio nel mezzo tra i fiumi Brembo e Serio dove le loro acque così piene e gonfie la seducono ma non baciano. Mai. Bergamo é così, di provincia, nel mezzo. Tra Milano e Brescia. Tra la montagna e la pianura. Tra l’uscire e stare in casa. tra il Lounge Bar e la partita a scopa.

 

Così tornado a parlare di fiumi, in effetti un fiume c’é. É un torrente, si chiama Morla e per tutti é il fiume di Bergamo. Spesso dimenticato, bistrattato, scaricato, non gode certo di una buona fama tra gli orobici. Morla in città é sinonimo di sporcizia e di ratti. Un torrente che oggi é visibile sono in alcuni punti perché interrato dal cemento degli anni sessanta. Ma la Morla (perché qui é femmina) non ha mai mollato, anche nei periodi piu difficili e finalmente oggi é stata rivalutata, pulita e protetta.

 

bar_paese

 

La Morla é come il bar del centro paese. Di tutti i paesi. In mezzo alla vita sociale dei giovani e dei vecchi per decenni, oggi questi bar vengono guardati con sufficienza e con occhi altezzosi; considerati sporchi e di bassa qualità sono spesso evitati con cura dai discepoli del fashion. Oggi si va al Lounge Bar, sempre e comunque, anche solo per un caffè e gazzetta del mattino o primo pomeriggio. Intendiamoci il bello piace. Punto! Ma la qualitá? Scadente, ed inversamente proporzionale alla figaggine dell’incerta (e incazzata) barista piazzata li dal compiacente proprietario. Troppo spesso mi capita di frequentare locali di tanta bellezza e di poca sostanza che mi deliziano gli occhi ma deturpano il mio palato.

 

Allora riprendiamoci il bar del paese, anche solo per un caffè, anche solo per un sorriso.
W il bar del centro. W il Lounge Morla