16 novembre, a Nairobi la dieta mediterranea è stata riconosciuta patrimonio dell’Umanità.

Cos’è la Dieta Mediterranea diventata Patrimonio dell’Umanità:

Leggiamo da http://www.unesco.it/cni/: Proposta da quattro paesi, Spagna, Italia, Grecia e Marocco, ma aperta agli altri paesi mediterranei. La denominazione “Dieta Mediterra – nea” indica un elemento del patrimonio culturale immateriale relativo alla cultura del mangiare in ambito mediterraneo. Il termine “Dieta” si riferisce all’etimo greco “stile di vita”. è l’insieme delle pratiche, delle   rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una continua interazione tra l’ambiente culturale, la organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare.

 

“La dieta mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo” – si legge nella decisione del Comitato di valutazione per l’iscrizione dell’Unesco – “la dieta mediterranea comprende molto più che il solo cibo. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il caposaldo di consuetudini sociali ed eventi festivi. Essa ha dato alla luce a un formidabile corpo di conoscenze, canzoni, proverbi, racconti e leggende”.

 

Per concludere: La Dieta mediterranea non è un piatto ma la cultura del mangiare ricercando prodotti tipici del nostro Paese e sopratutto Stagionali, aggiungerei a Kilometro Zero.

 

A questo proposito vorrei dare una tiratina d’orecchie a ‘Slow Food’: Mi sono trovato in Umbria e precisamente a Trevi per la manifestazione ‘Frantoi Aperti’ con proposta, in vari Ristoranti, di cena Slow Food. Prenotato, e seduto al tavolo trovo il menu della cena. Riso piemontese, pane trentino ecc., ma io volevo i prodotti Slow Food del territorio dove mi trovavo e a Kilometro zero. Non è colpa dei Ristoranti visto che una parte dell’incasso andava proprio a Slow Food che ha inviato la materia prima.

E volendo essere pignoli gli Chef hanno fatto del loro meglio nella preparazione di piatti che non fanno parte del loro territorio ma non sono stati all’altezza della situazione.

Slow Food sei eccezionale nel farci conoscere prodotti tipici, ma per favore A KILOMETRO ZERO.

 

Cucina Olio Provette con mozzarelline e pomodorini

 

Cucina cuoco

 

 

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