DEGUSTAZIONE

Scuderie del Palazzo delle Carrozze del CASTELLO DI MASINO Caravino (To)
23.ottobre.2011 ore 10-17
ingresso gratuito previa registrazione
Erbaluce, la Favola di un Vino è un evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Doc Caluso Carema Canavese con l’obiettivo di far incontrare il pubblico con i produttori dell’Erbaluce di Caluso e far degustare il vino in tutte le sue interpretazioni: Erbaluce di Caluso Docg, Caluso Passito Doc e Erbaluce di Caluso Spumante.
Ospite la delegazione di produttori di chardonnay del Mâconnais, Les Artisans Vignerons de Bourgogne du Sud.
L’evento aperto al pubblico si svolge nella splendida cornice delle Scuderie del Palazzo delle Carrozze adiacente al Castello di Masino in contemporanea alla mostra-mercato di florovivaismo Due giorni per l’autunno, organizzata dal FAI e dall’Accademia Piemontese del Giardino e ospitata nel vicino Parco del Castello.
Per partecipare alla degustazione è necessario registrarsi o presentare all’ingresso la tessera socio AIS, ONAV o FISAR. L’ingresso all’evento è gratuito.
Si ringrazia per la gentile ospitalità il FAI – Fondo Ambiente Italiano.
Per la degustazione riservata alla stampa specializzata si ringraziano la Famiglia Olivetti e l’Associazione Spille d’Oro Olivetti per la disponibilità della splendida location della Chiesa di San Bernardino – Ivrea (To).

 

L’Erbaluce di Caluso e la sua favola

Un tempo le colline lasciate dai ghiacciai erano abitate dalle ninfe dei laghi, dei boschi e delle sorgenti ed erano venerate insieme a Notte, Sole, Luna, Venti e Stelle.
Alba era una di queste Dee ed un giorno, sulla riva del ruscello, incontrò il Sole.
Si innamorarono, ma non potevano vedersi mai.
L’impossibilità di questo amore fece intervenire la Luna che, complice, decise un giorno di non lasciare il Cielo, ma di interporsi sul cammino del Sole in modo che questi potesse raggiungere nascosto la Terra ed incontrare l’amata Alba.
Da quella eclisse nacque Albaluce, con occhi color del cielo, pelle di rugiada e lunghi capelli splendenti come raggi di sole.
La fama della sua bellezza spinse gli abitanti della zona ad offrirle doni e omaggi in giorni di festa, fino a quando i frutti del lago non furono più sufficienti, nè ad offrire doni, nè al sostentamento.
Occorreva terra da coltivare e per questo si scavò un grande canale per far defluire le acque del lago.
Ma le acque del lago tutto travolsero seminando morte.
La ninfa Albaluce pianse per il dolore e dalle sue lacrime, pianto del Sole e dell’Alba, si alzarono lunghi tralci, ricchi di dolci, dorati grappoli di succosa uva bianca.